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marcellino e giuseppe roda  comunica.racconigi@libero.it
  11.07.05
VIAGGIO NELLA CULTURA DEL GIARDINO E DEL PAESAGGIO

CONVEGNO INTERNAZIONALE

Marcellino e Giuseppe Roda.
Un viaggio nella cultura del giardino e del paesaggio.

Margaria del Castello di Racconigi - 22-23-24 settembre 2005.

In occasione dell’inaugurazione del Giardino dei Principini, la Soprintendenza BAP del Piemonte ha deciso di organizzare il convegno internazionale Marcellino e Giuseppe Roda. Un viaggio nella cultura del giardino e del paesaggio. Gli incontri di studio si terranno il 22, 23, 24 settembre 2005 presso la Margaria del Castello di Racconigi (CN).
La descrizione dei siti visitati dai fratelli Roda durante il tour intrapreso nel corso del XIX secolo, su volere di Sua Maestà il Re di Sardegna, sarà occasione per analizzare il percorso formativo e la professione del giardiniere – in Italia e all’estero – negli anni a cavallo dell’Unità d’Italia.
Attraverso le precoci esperienze italiane di gestione del territorio come azienda agricola e la tradizione anglosassone relativa all’orticoltura, la floricoltura e la divulgazione del sapere mediante la trattatistica sull’argomento, i relatori provenienti da tutta Europa si confronteranno al fine di approfondire il ruolo della figura professionale del giardiniere nell’ambito di una più o meno diffusa “cultura del paesaggio”.

Il Convegno vuol essere testimonianza delle occasioni di studio e di confronto che il Ministero BAC, con i suoi Uffici periferici, sta promuovendo con grande impegno al fine di recuperare quella cultura del paesaggio e quella grande competenza tecnica che hanno contraddistinto gli operatori del XIX secolo.

MANIFESTO DEL CONVEGNO

Margaria del Castello di Racconigi.
22-23-24 settembre 2005.

Il viaggio condotto da Marcellino e Giuseppe Roda tra il 1840 e il 1843 *a spese dell’Azienda della Real Casa nel Lombardo Veneto, Austria, Allemagna, Olanda e Inghilterra per studiare l’arte dei giardini ed, in particolare, la conduzione delle serre e l’amministrazione delle grandi tenute agricole, costituisce lo spunto per una riflessione sui temi della formazione delle professionalità impegnate oggi sui difficili temi del giardino e del paesaggio.
Destinati da Carlo Alberto a succedere a Xavier Kurten nella direzione del parco di Racconigi, i fratelli Roda ebbero l’opportunità di acquisire una conoscenza diretta dei più importanti giardini d’Europa.
*La descrizione di quei siti che il convegno propone intende sottolineare come l’esperienza sedimentata sull’osservazione e il riconoscimento dei caratteri di un sito, che la cultura anglosassone definisce site description, possa rappresentare un’utile base su cui impostare l’operatività.
La seconda sessione dei lavori affronterà gli aspetti pratici della cultura “giardiniera”: la conduzione delle serre, l’amministrazione dei parchi come tenute agricole, la trattatistica di settore - ambiti in cui i Roda furono particolarmente attivi e fecondi- per sottolineare come proprio questi aspetti fossero considerati i principali strumenti per la gestione del giardino e del paesaggio.
Impegnato a lungo nel parco di Racconigi, prima come direttore e quindi come consulente, Giuseppe Roda, fondata una Azienda florovivaistica, fu attivo nelle residenze reali dell’Italia Unita sviluppando -grazie all’apporto della seconda e terza generazione- una importante esperienza professionale ed imprenditoriale.
La terza sessione del convegno ripercorrerà quindi i momenti più significativi di questa attività mettendola a confronto con quella delle altre personalità di spicco della seconda metà del secolo XIX, quando ancora l’intervento su parchi e giardini si qualificava come progetto, anche quando si trattava di operare su realtà preesistenti.
L’attività di Giuseppe Roda, che rispetto alla realtà racconigese si era sempre collocato nell’ottica di “migliorare senza distruggere, adattare piuttosto che stravolgere”, si conclude mentre si afferma nel campo dei giardini quella sensibilità nei confronti delle opere del passato che conduce alla ricerca dei criteri e dei metodi capaci di connotare gli interventi come opere di conservazione e restauro.
Il dibattito conclusivo intende attualizzare il contenuto della straordinaria esperienza formativa e professionale di Marcellino e Giuseppe Roda rispetto a quella esigenza che Ernest André già sottolineava nel suo Traité géneral de la composition des parcs et jardins edito a Parigi nel 1879
“ Mi rimarrebbe da esaminare un altro argomento interessante, il restauro degli antichi giardini. E’ il lato archeologico dei giardini stessi; non ci sarà abbastanza talento per considerarlo nel suo insieme e nei suoi dettagli. I casi in cui quest’arte può esercitarsi sono rari, ma non per questo meno interessanti, al contrario. Ma occorreranno a un artista scienza e arte mescolate nelle proporzioni più felici, una piena padronanza e il rispetto della storia dei giardini, approfondite conoscenze architettoniche e una lunga pratica delle “cose” di orticoltura. Difficile assemblaggio, che forse sarà dato a qualcuno dei nostri successori di realizzare”

*1836 1840 circa si distinguono entrambi nella scuola di disegno per l’abilitazione all’arte di giardiniere a Torino
i Roda chiamano cultura del giardino ornamentale

*E’ stato richiesto ai relatori di presentare i siti storici come si mostravano al tempo del tour dei roda o del viaggio, tentando di utilizzare lo strumento operativo di matrice anglosassone che è la site description. Questo consentirà di mettere in evidenza l’importanza di tale operatività per la storia della cultura del paesaggio (e dell’architettura) finalizzato alla comprensione dei siti storici e alla predisposizione di adeguati strumenti di tutela e conservazione.

PROGRAMMA

22, 23, 24 settembre 2005
La Margaria del Castello di Racconigi (CN)


Giovedì 22 settembre

I Roda a Racconigi. La Cultura, la formazione e la professione

0re 9,00 Saluti – Francesco Pernice, Soprintendenza BAP del Piemonte, Maura Leddi, Segretario generale della Fondazione CRT

Ore 9, 30 Presentazione – Guido Roda
Ore 10,00 Mirella Macera, Direttore del Parco di Racconigi, L’esperienza dei fratelli Roda nel Parco Reale di Racconigi
Ore 10,30 Monica Naretto, Le serre nel contesto del parco
Ore 11,00 Laura Palmucci, Le professioni legate al territorio nel Piemonte del XIX secolo
Ore 11,30 Laura Pelissetti, Il percorso formativo e la figura professionale del giardiniere

PAUSA PRANZO 12,30-14,00

Il Grand Tour in Europa come strumento formativo

Ore 14,00 Introduce e conduce Lionella Scazzosi
Ore 14,30 Mirna Irene Colpo, La site description applicata alla lettura storica dei siti visitati dai fratelli Roda
Ore 15,00 Margherita Azzi Visentini, I laghi e la Brianza, il territorio veneto
Ore 15,30 Geza Haios, Garden Art of Vienna ( Austria) in the first half of the 19th century
Ore 16,00 Sarah Pancot, Schönbrunn nel periodo dei fratelli Roda.Il giardino botanico
Ore 16,30 Axel Griesinger, The gardens that the Rodas saw in Germany
Ore 17,00 David Jacques, Rodas reaction to English landscape
Ore 17,30 Janine Christiany, La Francia, Versailles

Ore 18,00 Chiusura dei lavori


Venerdì 23 settembre

Dalla formazione all’operatività: la gestione del paesaggio

Ore 9,00 Introduce e conduce Patrizio Giulini
Ore 9,30 Tom Williamson, Chatsworth and Holkham:aristocracy,art and agriculture
Ore 10,00 Annalisa Maniglio Calcagno, La gestione delle proprietà terriere come azienda agricola in Italia

Ore 10,30 Peter Goodchild, Gardenesque in 19th century in Britain
Ore 11,00 Ada Segre, Orticoltura ornamentale e Planting Design nell’Italia dei Roda
Ore 11,30 Luisa Limido La “Demarche paysagere” dei fratelli Roda e l’influenza della scuola di Jan-Pierre Barillet-de Champe
Ore 12,00 Rosemary Lamont, Conservatories and glass houses visited by the Roda brothers with a view of contemporary glass house technology in England
Ore 12,30 Elena Accati, La Floricoltura, l’Orticoltura e le serre. Esperienze italiane dopo l’Unità


PAUSA PRANZO 12,30-14,00

La cultura del giardino e del paesaggio in Italia nella II metà dell’Ottocento

0re 14,00 Introduce e conduce Vincenzo Cazzato
Ore 14,30 Francesco Canestrini, Il Sud Italia
Ore 15,00 Giorgio Galletti, Roma
Ore 15,30 Maria Chiara Pozzana, I giardini del Centro Italia dopo gli anni Sessanta
Ore 16,00 Anna Coccioli Mastroviti, Testimonianze per la cultura e la prassi del giardino in Emilia e in Lombardia fra Otto e Novecento: i Roda
Ore 16,30 Giuseppe Rallo, L’area veneta
Ore 17,00 Fabio Calvi, La Liguria
Ore 17,30 Renata Lodari, Il Piemonte

Ore 18,00 Chiusura dei lavori


Sabato 24 settembre

Cultura del giardino e del paesaggio oggi. Opinioni a confronto

Ore 10,00 Tavola Rotonda
Conduce il direttore Mario Turetta

Sono stati invitati Marco Dezzi Bardeschi, Vera Comoli, Massimo De Vico Fallani, Maria Adriana Giusti, Paolo Peirone, Massimo Venturi Ferriolo, Luigi Zangheri.

POMERIGGIO:

Visita guidata al Parco del Castello di Racconigi e al territorio dell’ex Tenuta Savoia

IL LUOGO: LE MARGARIE

La vita quotidiana dei fratelli Roda alle Verne

Ai margini nord occidentali del parco del castello di Racconigi, in località “Le Verne”, si eleva la Margaria, un grande complesso agricolo in stile neogotico romantico inglese, la cui costruzione rientra nel progetto di ampliamento e trasformazione della residenza e del territorio circostante avviato da Carlo Alberto dopo la sua ascesa al trono. L’edificio, progettato da Pelagio Palagi e realizzato tra il 1835 e il 1843, ben presto divenne centro di attività produttive e di sperimentazione di tecniche botaniche, agrarie e zootecniche. La Margaria, insieme alle vicine serre, consentiva una gestione razionale e redditizia dei terreni coltivati ed era destinata a diventare una vera e propria azienda agricola modello. Nel grande fienile erano conservati i foraggi; nei locali al piano terreno dell’edificio, durante la stagione invernale, si depositavano i grandi vasi di citroni; ai piani superiori risiedevano le maestranze addette alle lavorazioni e alle manutenzioni; nella stalla si allevavano mucche toscane e svizzere. Il capo margaro era responsabile di tutto il bestiame, della supervisione delle stalle, della distribuzione del foraggio e della mungitura; il “fabbricante delle gruviere”, invece, si occupava specificamente della produzione del burro e del formaggio nel casino del cacio, edificio collocato presso la cascina e terminato solo nel 1849.
All’interno del complesso della Margaria Carlo Alberto fece erigere anche una cappella dedicata al Beato Alberto e, nella torre destra, un Reposoir dove la regina poteva sostare e riposarsi durante le lunghe passeggiate e cavalcate nel parco.
Come fondale scenografico della cascina gotica, tra il 1844 e il 1848, furono costruite le nuove serre la cui realizzazione venne affidata all’architetto Carlo Sada, allievo del Palagi. In pochi anni esse divennero famose in tutta Europa per le centinaia di piante esotiche coltivate - tra le quali ananas, felci, palme, orchidee - e per le tecniche d’avanguardia adoperate.

Nel gennaio 1843, quando i fratelli Roda si trovavano ancora in Inghilterra in viaggio d’istruzione, Marcellino fu nominato giardiniere capo del parco di Racconigi e Giuseppe aiuto giardiniere. Al loro ritorno e per tutti gli anni cinquanta dell’Ottocento, ai due giovani venne destinato un bell’alloggio nel corpo centrale della Margaria, affacciato verso le serre e il parco. Dalle grandi finestre ogivali essi potevano tenere costantemente sotto controllo l’intero giardino. Nell’appartamento, una scaletta interna conduceva al mezzanino, dove si trovava la stanza delle sementi.

Proprio alla metà degli anni cinquanta risalgono i diari manoscritti di Giuseppe Roda. Ogni sera il più giovane dei due fratelli giardinieri aveva l’abitudine di annotare in un quaderno i fatti accaduti durante la giornata: le attività svolte, le persone incontrate, ma anche i pensieri e le delusioni, i desideri e le aspirazioni. Da queste pagine affiora un interessante scorcio della vita quotidiana dei fratelli Roda alle Verne.
I due giardinieri erano soliti alzarsi di buon mattino e, dopo avere preso una tazza di caffè, leggevano i giornali giunti per posta e rispondevano alla corrispondenza ricevuta. Dopodiché, era loro abitudine, prima di colazione, scendere in giardino e nelle serre, dove effettuavano un giro di perlustrazione e seguivano i diversi lavori. Questa ispezione mattutina era svolta regolarmente anche prima di recarsi alla messa domenicale; d’altronde le occupazioni del giorno festivo non si differenziavano gran che da quelle degli altri giorni.
Frequentemente Marcellino si recava per lavoro a Torino, altre volte a Pollenzo, Genova o in altre località e durante la sua assenza le attività nel parco di Racconigi o nelle serre erano seguite dal fratello minore.
Nel giardino Giuseppe passeggiava, marcava le piante, dava ordine di potare e tagliare gli alberi, si occupava delle serre e delle riparazioni da eseguire, seminava fiori, piante da frutto (nei suoi diari parla di ananas, meloni, fragole e ribes) e ortaggi (rabarbaro, asparagi). Gran parte del tempo trascorso nel vivaio era impiegato nella preparazione delle spedizioni di casse contenenti piante e sementi da mandare in altre residenze reali, in particolare a Torino e Moncalieri, Stupinigi e Pollenzo, o nei giardini di committenti privati. Quindi egli raccoglieva frutta e ortaggi, o preparava mazzi di fiori e cesti di frutta per la famiglia reale e per altri clienti.

Parco di Racconigi.
Inaugurazione del restauro del Giardino dei principini Settembre 2005.

Nell’occasione del Convegno internazionale “I Roda giardinieri d’Italia e d’Europa” (22-24 settembre 2005), nel parco del castello di Racconigi sarà inaugurato il restaurato Giardino dei principini. Il sito, collocato al confine nord della proprietà, in adiacenza alle suggestive architetture della margaria e della serra neogotica, è stato oggetto di un sostanziale intervento conservativo che lo ha sottratto alle condizioni di completo abbandono in cui ha versato per decenni nel Novecento.
Il giardino, detto in origine “a fiori e frutta” per la sua duplice destinazione, fu allestito in un’area appositamente cintata a est della margaria nel 1844, su progetto dei giardinieri fratelli Roda. La prima sistemazione, “alla francese”, con parterre regolari delimitati da viali in ghiaia di fiume, perdurò fino al 1889. In quell’anno Giuseppe Roda vi pose nuovamente mano, “riformandolo” con un progetto di cui è conservato il disegno. Furono mantenute le piante fruttifere a spalliera addossate al muro di confine, ma ridotte le aiuole fiorite in favore di una maggiore estensione di superfici erbose, contrappuntate da boschetti e alberi isolati per dar luogo a visuali prestabilite. Il disegno centrale era dato da parterre formanti una croce a tre bracci, culminanti in un’aiuola circolare. Il nome con cui oggi è conosciuto il giardino evoca il suo uso nei primi decenni del Novecento: luogo tradizionale di gioco per i principini durante le villeggiature estive della famiglia reale a Racconigi.
Il restauro intrapreso - condotto dal direttore del complesso Mirella Macera con la collaborazione di Silvano Brizio, Maurizio Reggi, Patrizio Giulini, Paolo Pejrone e Gianfranco Riviera - è stato pianificato conservando le permanenze storiche, riconducibili al disegno di Roda del 1889, e rimediando all’infestazione e al degrado che decenni di dismissione hanno operato sulle architetture verdi. La fontana e gli arredi sono stati restaurati, gli alberi cresciuti in modo improprio sono stati eliminati per dare risalto agli esemplari storici delle radure erbose, i boschetti sono stati ricondotti ai confini delineati, specie storiche di meli e prugni sono state messe a dimora nelle aree destinate un tempo a frutteto, sulle spalliere in legno addossate al muro perimetrale corre nuovamente la vite. Le aiuole, tracciate secondo il disegno ottocentesco, sono ornate con fiori scelti fra quelli delle composizioni pubblicate nei trattati del giardiniere Giuseppe Roda.
L’intervento sul Giardino dei principini si colloca nell’ambito del generale progetto di restauro del parco, elaborato attraverso una lunga fase di conoscenza delle sue stratificazioni e materialità storiche e attivato con l’avvio di rilevanti lotti di cantiere, oggi in corso, che consentiranno la completa visitabilità del sito negli anni futuri. Ma la Villeggiatura Reale di Racconigi, oltre alla sua essenziale funzione museale, recupererà anche il complementare ruolo produttivo che Carlo Alberto vi volle instaurare nella metà dell’Ottocento, con la creazione di un’azienda agricola sperimentale i cui prodotti (miele, formaggi, carni, ortofrutti, fiori, piante in vaso e in zolla, cereali, fieno, legna, concimi, ...) in parte serbati per le necessità della corte e in parte venduti, rappresentavano ritorni economici importanti per la gestione del complesso. Il parco e le sue architetture diverranno sede di produzioni biologiche con marchio di qualità, ispirate ad alcune coltivazioni e lavorazioni storiche oggi riproponibili e integrabili nel rispetto delle attuali consistenze. Queste risorse, si crede, potranno costituire valore aggiunto alla importante risorsa culturale rappresentata dal complesso reale di Racconigi.


con il patrocinio del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte
Regione Piemonte,
Fondazione CRT


Castello di Racconigi, via Morosini 3, Racconigi Tel 0172/84005 Fax 0172/811531
e-mail comunica.racconigi@libero.it
www.ilcastellodiracconigi.it

Ufficio stampa: dott.ssa Claudia Manzone - Cell: 349/7855927
e-mail c.manzone@ambienteto.arti.beniculturali.it