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| Sergio Fedele |
info@napolipuntoacapo.it |
| Napoli Punto e a Capo | 30.12.09 |
| Risposta dallo stupidario al Direttore Cicelyn |
Luce Civica e Arroganza Culturale
La vicenda dei flop-palloni di Nicolai/Cicelyn racchiude in sè molti elementi che sintetizzano alcune delle principali negatività con cui si convive da anni nella nostra regione. Colpisce, nelle dichiarazioni del direttore del Madre l’arroganza e la maleducazione di questo signore. Si, perché chi utilizza termini quali “analfabeti” “isterici” “teppisti culturali” verso cittadini che si impegnano in un’azione di partecipazione attiva e volontaria finalizzata all’interesse collettivo è un’arrogante ed un maleducato. Probabilmente l’eruzione negativa di Cicelyn è figlia della tensione conseguente ad un fallimento assoluto in termini di programmazione, trasparenza, capacità, affidabilità ed obiettività. Non ci interessa rispondere per le rime a Cicelyn sul terreno delle offese anche perché in queste ore su siti nazionali specializzati in arte moderna il direttore ne esce con le ossa rotte. Ci preme invece ribadire un concetto su cui lavoriamo da tempo, che è alla base della “cultura civica”, cultura che Cicelyn sembra conoscere pochissimo rispetto all’arte moderna. Tra i principali ritardi nella nostra regione scontiamo una scarsa partecipazione dei cittadini e tale ritardo non si recupera spontaneamente ma attraverso un’azione continua tra Istituzioni locali e Associazionismo civico, basata su iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento effettivo. Invece, e lo possiamo ampiamente dimostrare, le Istituzioni Campane e le loro appendici (vedi Cicelyn) innalzano un vero e proprio muro verso coloro che non si accomodano nella platea dei laudatores e che si permettono di criticare, motivandolo, il loro operato. Chi si permette ciò va marginalizzato, definito isterico o avversario politico a analfabeta. Viviamo in uno scenario privo di “luce civica” e denso di arroganza culturale di cui Cicelyn è un ottimo esponente.
Napoli Punto a Capo da tre anni quotidianamente cerca di tenere accesa una scintilla civica attraverso una azione di Partecipazione, Proposta e Protesta. Lo abbiamo fatto anche per le “mongolfiere del fallimento”. Lasciamo i cittadini giudicare. A ottobre 2009, oltre due mesi fa, comunicammo alla stampa, ai partiti politici e alle istituzioni locali il nostro dissenso sull’ennesima “delibera spreco” della Regione Campania che continuava nella devastante polverizzazione dei Fondi Europei. Pubblicammo tale delibera sul nostro sito evidenziando che oltre la succitata polverizzazione in decine e decine di misure specifiche per il Barocco, risaltava come ultima voce i 500.000 euro destinati all’opera d’arte moderna di Piazza Plebiscito. Siamo stati gli unici allora a chiedere delucidazioni in merito all’Assessore Marone che ha ritenuto corretto non risponderci. Questo è il primo passaggio di tale vicenda perché si aggancia allo scempio ad oggi perpetuato con i Fondi Europei. Sia Cicelyn che l’Assessore Marone ci informano che non è possibile destinare risorse programmate per la cultura in altre iniziative. Si tranquillizzino. Lo sappiamo perfettamente. Abbiamo chiesto un’altra cosa.
I Fondi per la cultura come tutte le altre risorse Europee devono essere concentrati su poche e precise priorità e non polverizzati nella logica “perversa che imperversa” in Campania: clientele, sprechi, intermediazioni, inefficacia. Proprio la potenzialità della cultura nello sviluppo della regione, deve imporre scelte mirate e trasparenti in base a precise priorità che tengano conto dei mezzi economici disponibili. E’ come sparare sulla Croce Rossa nel dire a Cicelyn che non c’è dubbio alcuno, per un uomo di cultura, quale priorità seguire ad esempio tra un progetto per combattere il degrado di Piazza del Plebiscito illuminandola per 365 giorni all’anno e la sperimentazione dei flop-palloni. Mentre da tempo non si hanno risorse per ripristinare l’impianto che illumina le statue dei re (occorrerebbe una spesa contenutissima) abbiamo puntato 500.000 euro su queste mongolfiere luminose.
E qui scatta il secondo aspetto del problema. Quello operativo in cui i fatti dimostrano l’improvvisazione e la discrezionalità di chi ha gestito questo ennesimo scandalo napoletano. Cosa dire dell’assoluta ignoranza in termini di sicurezza per i cittadini? Cosa dire della dichiarazione di Cicelyn dell’esistenza di un unico fornitore al mondo di tali palloni per poi dimostrargli una lista di ben 70 possibili imprese fornitrici? Cosa aggiungere alla sua imbarazzante affermazione che ci spiega come sia stata eseguita la ricerca di mercato utilizzando google come unico strumento di marketing? Come valutare che in questi giorni una impresa concorrente ha offerto i tre palloni a meno del 300%!!! Quali procedure di gara sono state eseguite? Quali rendicontazioni saranno trasmesse all’Unione Europea? A noi sembra che ogni procedura di trasparenza sia stata mortificata in tale vicenda fino a che Cicelyn non dimostrerà il contrario. Purtroppo la sensazione è che “continuano a fare quello che vogliono” e che soltanto grazie a delle folate di vento impetuoso lo scandalo sia emerso (gli appelli dei cittadini “analfabeti” non erano stati presi in consideraziione).
Per finire lanciamo un appello a Cicelyn, se realmente vuole dare un contributo nella lotta contro il vandalismo e per il rispetto delle regole. Cardine essenziale per avere risultati in tele direzione è la punizione per chi sbaglia. Punizione reale. Nemica assoluta invece di tale obiettivo è l’impunità, compagna preferita delle nostre Istituzioni e delle loro appendici. Caro Direttore Cicelyn, utilizzando “l’esempio”, lo strumento più efficace per innalzare la cultura civica dei cittadini, annunci le sue dimissioni immediate.
Per i veri “esempi” servono fatti e non chiacchiere
Sergio Fedele. Corriere del Mezzogiorno, 30 dicembre 2009
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