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Ivan Pavlovic   Via Ingegnoli 18, 20131 Milano
Le forme della memoria Samugheo - first prize  
In questo secolo c’è un ritorno alla “coltivazione” della poetica del silenzio, e per mezzo di questo si è capaci di interpretare la caotica ambiguità della nostra epoca. Il lavoro consiste in un processo di sottrazione, a cui corrisponde la creazione del vuoto attivo, definito come fonte di energie vitali come luogo di confronto e incontro, attraverso la corte. Da sempre l’uomo lascia traccia della sua presenza sulla faccia della terra agendo sulla natura per impadronirsi delle sue risorse e trasformarla nella propria dimora. L’ambiente si è così riempito di oggetti artefatti, rilievi, coltivazioni e scavi che, anche se portano inequivocabilmente l’impronta umana, finiscono per appartenere al paesaggio come una sua ulteriore componente.