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Ivana Infantino
Giornalista
07.06.12
Nomine per giurie di concorso
IL CASO
COMPONENTI DI COMMISSIONE E NEI CONCORSI
LITE FRA ARCHITETTI
Continua a tenere banco la querelle sulle “nomine politiche” sollevata dal presidente dell’Ordine provinciale degli Architetti. Questa volta, però, a far discutere non sono le nomine degli amministratori locali per le commissioni del paesaggio, o gli incarichi per la redazione dei piani urbanistici comunali, bensì quelle proposte dallo stesso Ordine nelle commissioni di gara e di concorso.
A sollevare la questione alcuni iscritti che, pur ritenendo meritoria e condivisibile la presa di posizione da parte del presidente in merito alle nomine politiche, reclamano maggiore meritocrazia all’interno della stessa categoria. Attraverso una nota stampa, oggi a ritornare sull’argomento già affrontato in una lettera aperta inviata 2 mesi fa al presidente Alfano, sono gli architetti di Newitalianblood, primo network interattivo di architettura, paesaggio e arti visive.
“Sono trascorsi invano oltre 2 mesi dalla lettera aperta - scrivono - e il presidente, insieme con il giusto richiamo ai comuni, farebbe bene a risolvere gli stessi problemi in casa propria e conseguentemente, a rispondere con i fatti alle problematiche poste nella lettera aperta dall’Architetto Barone e condivise da molti iscritti”.
Una missiva con la quale si invita l’Ordine a fare la propria parte “vigilando e proponendo giurie competenti e qualificate”, come anche le amministrazioni, chiamate a produrre bandi “seri e ben fatti” e gli stessi architetti ad “accettare le regole di un gioco pulito”.
L’ATTACCO
I PROFESSIONISTI INDIPENDENTI CONTESTANO
LA PRESIDENTE MARIA GABRIELLA ALFANO
Al centro le nomine: “se non tutti gli iscritti a un Ordine professionale partecipano ai concorsi – scrive l’architetto Alberto Barone - neppure tutti possono far parte delle commissioni giudicatrici; non può bastare un timbro per acquisire un diritto che non è connaturato affatto a una iscrizione, né ancora può bastare il titolo di consigliere per innescare un automatismo che sa di casta”.
Giurati senza alcuna apertura e senza alcun criterio meritocratico, denunciano gli architetti del network salernitano, nonostante “le recenti indicazioni del Consiglio Nazionale”.
E’ di questi giorni la più che condivisibile campagna mediatica, ripresa da alcuni quotidiani locali, del presidente dell’Ordine che, giustamente, contesta con energia le “nomine politiche” da parte di molti comuni per le commissioni del paesaggio. Si attacca l’indicazione di componenti selezionati senza alcun curriculum, merito o esperienza specifica. Eppure da anni e tuttora l’Ordine di Salerno nomina i componenti delle commissioni di gara e di concorso indicando un nome o una terna costituita sempre e soltanto dal presidente e/o dai consiglieri, indipendentemente dall’esperienza pratica e dalle competenze specifiche dimostrate.
Ivana Infantino
Il Mattino - Mercoledì 6 giugno 2012


