Ordine Architetti PPC Rovigo
Commissione cultura
02.02.12
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Editoriale:
Questo progetto editoriale nasce con l’intenzione di aprire uno spazio, aperto e flessibile, dove poter approfondire alcuni temi legati all’architettura. Consci che ogni nuovo percorso nasconde anche molte insidie, numero, che richiama nel titolo l’idea di massima neutralità di pensiero, nasce principalmente dalla sentita esigenza di un ambito dove poter incontrare studiosi, professionisti, artisti con i cui differenti apporti si possano tessere trame trasversali che amplino l’orizzonte delle conoscenze, arricchendo così anche i modi di guardare/pensare al nostro territorio, alla città, all’architettura. L’epoca che stiamo vivendo richiede di accantonare modelli di sviluppo caratterizzati da ”citius, altius, fortius” per dare spazio a modalità di altro progresso più lente più profonde e più soavi. L’architettura è chiamata a dare un forte contributo in questo senso promuovendo scelte più consapevoli realizzabili solo attraverso una profonda trasformazione prima di tutto culturale.
La prima uscita propone il tema affascinante della relazione tra l’acqua e i luoghi costruiti dall’uomo. La panoramica si sviluppa mediante l’opera di architetti, fotografi, designer, studiosi che in modo non dogmatico presentano diverse modalità per definire questo complesso rapporto. L’architettura e i progetti realizzati nel nostro territorio e in altri luoghi celano similitudini, differenze e sviluppano suggestioni che dimostrano come la relazione con l’acqua sia sempre portatrice di valore.
Nella sezione “scenari” l’intervista a Marina Montuori, docente allo IUAV di Venezia, attraverso l’analisi del progetto per il parco della Moceniga, diviene occasione per ri-conoscere il territorio polesano, definito da sempre dal complesso rapporto terra-acqua. In un’epoca di grave crisi economica l’esperienza di Rosolina dimostra come l’università possa fare molto per educare la collettività ed orientarla verso scelte più convenienti e redditizie.
Un’esperienza simile è quella che ha realizzato in Spagna lo studio ACTA. Il sentiero progettato nella pineta dell’Algaida è l’elemento che tiene insieme il paesaggio, mentre gli oggetti ne accentuano la tipicità. Un luogo trascurato e marginale, con pochi poetici elementi, si trasforma in spazio per il tempo libero e per la contemplazione.
Nel lavoro dello studio Elastico il tema dell’acqua, usata come sistema efficace di raffrescamento, diviene l’elemento estetico principale dell’edificio. La facciata dell’atelier fleuriste, forte elemento caratterizzante il luogo, definisce la piazza e nel contempo si trasforma in moderna fontana.
Nel dettagliato contributo di Davide Zagato il rapporto acqua-architettura viene analizzato a partire dai più interessanti interventi attuati in molte città italiane, europee e d’oltre oceano.
Nelle fotografie di ORCH Orsenigo-Chemollo, è approfondito il rapporto millenario tra Venezia e i cicli della marea che cambiano costantemente la percezione dei luoghi. L’acqua che sale e scende nell’arco della giornata cambia di continuo il margine degli edifici e della terraferma mutando il nostro modo di percepire i luoghi.
Raindrop, del giovane progettista olandese Bas van der Veer, mostra come un comune innaffiatoio possa diventare un gradevole oggetto di design e un sistema per contribuire a risparmiare l’acqua.
Nell’articolo curato da Elena Lavezzo si propone una riflessione sul ruolo dell’architetto: non è più solo tecnico o esteta, ma ha anche l’importante compito di orientare verso modalità e atteggiamenti attenti, ad esempio nell’uso di risorse naturali come l’acqua, con positive ricadute economiche ed etiche.
La sezione concorsi, curata da Silvio Pianta, raccoglie gli esiti di alcuni recenti concorsi banditi nella nostra provincia. Appare sempre più evidente come tale strumento porti all’elevazione della qualità complessiva dei progetti. Resta tuttavia da valutare, se e come, questi risultati avviino concretamente i processi che portano alla realizzazione.
Roberto Navarrini
Questo progetto editoriale nasce con l’intenzione di aprire uno spazio, aperto e flessibile, dove poter approfondire alcuni temi legati all’architettura. Consci che ogni nuovo percorso nasconde anche molte insidie, numero, che richiama nel titolo l’idea di massima neutralità di pensiero, nasce principalmente dalla sentita esigenza di un ambito dove poter incontrare studiosi, professionisti, artisti con i cui differenti apporti si possano tessere trame trasversali che amplino l’orizzonte delle conoscenze, arricchendo così anche i modi di guardare/pensare al nostro territorio, alla città, all’architettura. L’epoca che stiamo vivendo richiede di accantonare modelli di sviluppo caratterizzati da ”citius, altius, fortius” per dare spazio a modalità di altro progresso più lente più profonde e più soavi. L’architettura è chiamata a dare un forte contributo in questo senso promuovendo scelte più consapevoli realizzabili solo attraverso una profonda trasformazione prima di tutto culturale.
La prima uscita propone il tema affascinante della relazione tra l’acqua e i luoghi costruiti dall’uomo. La panoramica si sviluppa mediante l’opera di architetti, fotografi, designer, studiosi che in modo non dogmatico presentano diverse modalità per definire questo complesso rapporto. L’architettura e i progetti realizzati nel nostro territorio e in altri luoghi celano similitudini, differenze e sviluppano suggestioni che dimostrano come la relazione con l’acqua sia sempre portatrice di valore.
Nella sezione “scenari” l’intervista a Marina Montuori, docente allo IUAV di Venezia, attraverso l’analisi del progetto per il parco della Moceniga, diviene occasione per ri-conoscere il territorio polesano, definito da sempre dal complesso rapporto terra-acqua. In un’epoca di grave crisi economica l’esperienza di Rosolina dimostra come l’università possa fare molto per educare la collettività ed orientarla verso scelte più convenienti e redditizie.
Un’esperienza simile è quella che ha realizzato in Spagna lo studio ACTA. Il sentiero progettato nella pineta dell’Algaida è l’elemento che tiene insieme il paesaggio, mentre gli oggetti ne accentuano la tipicità. Un luogo trascurato e marginale, con pochi poetici elementi, si trasforma in spazio per il tempo libero e per la contemplazione.
Nel lavoro dello studio Elastico il tema dell’acqua, usata come sistema efficace di raffrescamento, diviene l’elemento estetico principale dell’edificio. La facciata dell’atelier fleuriste, forte elemento caratterizzante il luogo, definisce la piazza e nel contempo si trasforma in moderna fontana.
Nel dettagliato contributo di Davide Zagato il rapporto acqua-architettura viene analizzato a partire dai più interessanti interventi attuati in molte città italiane, europee e d’oltre oceano.
Nelle fotografie di ORCH Orsenigo-Chemollo, è approfondito il rapporto millenario tra Venezia e i cicli della marea che cambiano costantemente la percezione dei luoghi. L’acqua che sale e scende nell’arco della giornata cambia di continuo il margine degli edifici e della terraferma mutando il nostro modo di percepire i luoghi.
Raindrop, del giovane progettista olandese Bas van der Veer, mostra come un comune innaffiatoio possa diventare un gradevole oggetto di design e un sistema per contribuire a risparmiare l’acqua.
Nell’articolo curato da Elena Lavezzo si propone una riflessione sul ruolo dell’architetto: non è più solo tecnico o esteta, ma ha anche l’importante compito di orientare verso modalità e atteggiamenti attenti, ad esempio nell’uso di risorse naturali come l’acqua, con positive ricadute economiche ed etiche.
La sezione concorsi, curata da Silvio Pianta, raccoglie gli esiti di alcuni recenti concorsi banditi nella nostra provincia. Appare sempre più evidente come tale strumento porti all’elevazione della qualità complessiva dei progetti. Resta tuttavia da valutare, se e come, questi risultati avviino concretamente i processi che portano alla realizzazione.
Roberto Navarrini



