Luigi Centola
Centola & Associati
27.06.11
A Baronissi la competizione di fantasia
Concorsi di Progettazione, di Idee e… di Fantasia
non finalizzati all’assegnazione di incarichi professionali
E’ stato da qualche giorno pubblicato il bando di un concorso di idee indetto dal Comune di Baronissi accompagnato da una serie di autorevoli patrocini. Il concorso in oggetto è denominato “Il territorio al centro dell’attenzione: Un’idea per il futuro della città. Proposte progettuali per lo sviluppo del territorio”.
Conoscendo e apprezzando lo spirito propositivo nonché la concretezza dell’Amministrazione, sorprende che nel perseguire il nobile obiettivo di acquisire idee e strategie per il futuro della città, in previsione, forse, di avviare la redazione del nuovo PUC, i consulenti del Comune non abbiano proposto migliore soluzione di bandire un concorso esplicitamente “non finalizzato alla consequenziale assegnazione di incarichi professionali”.
Orbene qual’é dunque la finalità di questa consultazione se i primi 3 progetti premiati, come indicato nel bando, vengono acquisiti in proprietà dall’Amministrazione a fronte del corrispettivo di 12.000 Euro lordi? Dai documenti pubblicati purtroppo non è dato sapere cosa farà concretamente l’Ente Banditore dei lavori che acquisterà e degli altri ritenuti meno meritevoli. Inoltre l’indicazione di riservare la partecipazione ai progettisti under 40, sottolinea che i giovani sono gli unici generosi/disponibili a regalare idee e suggerimenti senza alcuna possibilità di veder realizzate le proprie proposte? E infine, come mai tra i giurati sono esplicitati soltanto i rappresentanti dei patrocinanti e non è dato sapere le qualifiche degli altri componenti?
Nonostante la potenziale ambizione europea del concorso, con queste premesse, la genericità del bando e un minimo d’esperienza pratica di programmazione, non è difficile pronosticare una partecipazione limitata a pochi tecnici, di sicuro non esattamente quanto auspicato da un Sindaco e da un’Amministrazione lungimiranti.
Ma al di là delle perplessità di dettaglio vengo al punto principale di questa breve e, spero, costruttiva riflessione che cerca di interpretare il disagio sempre più diffuso nell’assistere all’ennesimo concorso pubblico che non porterà a opere o a modifiche reali del nostro ambiente e quindi delle nostre vite.
Appare evidente che l’input politico fosse di innescare un dibattito culturale di ampio respiro. Tecnicamente però la procedura prescelta, che appare sviluppata dall’esterno, mal si adatta all’attuazione degli obiettivi politici; i concorsi di progettazione o di idee, in particolar modo se banditi da un Ente pubblico e non da un’Associazione o da una Fondazione culturale, dovrebbero avere come unico scopo l’assegnazione di incarichi professionali per realizzare le migliori trasformazioni possibili del territorio nel rispetto di concorrenza e libera partecipazione.
Se in questo caso l’obiettivo era di recepire visioni strategiche attraverso il dibattito dal basso e la condivisione, non sarebbe stato più facile e proficuo indire una consultazione popolare aperta non solo ad architetti e ingegneri ma anche a tutti i professionisti intellettuali, ai creativi e soprattutto ai cittadini e alle Associazioni che ben conoscono i problemi e le reali necessità del territorio? Perché dunque non promuovere - siamo sicuramente ancora in tempo - una innovativa campagna d’ascolto e utilizzare il montepremi del concorso di fantasia per offrire un vero incarico a dei giovani facilitatori locali (architetti, ingegneri, urbanisti, paesaggisti, sociologi, economisti, amministrativisti..), per elaborare un documento preliminare al Piano con la sintesi dei contributi collettivi che, in aggiunta alle strategie dell’Amministrazione, consentirebbe di lanciare dei veri concorsi internazionali per l’assegnazione di opere simbolo e del prestigioso incarico per redigere il nuovo PUC del Comune di Baronissi?
Pubblicato originariamente su Progetti e Concorsi de IlSole24Ore, 20-25 giugno 2011
non finalizzati all’assegnazione di incarichi professionali
E’ stato da qualche giorno pubblicato il bando di un concorso di idee indetto dal Comune di Baronissi accompagnato da una serie di autorevoli patrocini. Il concorso in oggetto è denominato “Il territorio al centro dell’attenzione: Un’idea per il futuro della città. Proposte progettuali per lo sviluppo del territorio”.
Conoscendo e apprezzando lo spirito propositivo nonché la concretezza dell’Amministrazione, sorprende che nel perseguire il nobile obiettivo di acquisire idee e strategie per il futuro della città, in previsione, forse, di avviare la redazione del nuovo PUC, i consulenti del Comune non abbiano proposto migliore soluzione di bandire un concorso esplicitamente “non finalizzato alla consequenziale assegnazione di incarichi professionali”.
Orbene qual’é dunque la finalità di questa consultazione se i primi 3 progetti premiati, come indicato nel bando, vengono acquisiti in proprietà dall’Amministrazione a fronte del corrispettivo di 12.000 Euro lordi? Dai documenti pubblicati purtroppo non è dato sapere cosa farà concretamente l’Ente Banditore dei lavori che acquisterà e degli altri ritenuti meno meritevoli. Inoltre l’indicazione di riservare la partecipazione ai progettisti under 40, sottolinea che i giovani sono gli unici generosi/disponibili a regalare idee e suggerimenti senza alcuna possibilità di veder realizzate le proprie proposte? E infine, come mai tra i giurati sono esplicitati soltanto i rappresentanti dei patrocinanti e non è dato sapere le qualifiche degli altri componenti?
Nonostante la potenziale ambizione europea del concorso, con queste premesse, la genericità del bando e un minimo d’esperienza pratica di programmazione, non è difficile pronosticare una partecipazione limitata a pochi tecnici, di sicuro non esattamente quanto auspicato da un Sindaco e da un’Amministrazione lungimiranti.
Ma al di là delle perplessità di dettaglio vengo al punto principale di questa breve e, spero, costruttiva riflessione che cerca di interpretare il disagio sempre più diffuso nell’assistere all’ennesimo concorso pubblico che non porterà a opere o a modifiche reali del nostro ambiente e quindi delle nostre vite.
Appare evidente che l’input politico fosse di innescare un dibattito culturale di ampio respiro. Tecnicamente però la procedura prescelta, che appare sviluppata dall’esterno, mal si adatta all’attuazione degli obiettivi politici; i concorsi di progettazione o di idee, in particolar modo se banditi da un Ente pubblico e non da un’Associazione o da una Fondazione culturale, dovrebbero avere come unico scopo l’assegnazione di incarichi professionali per realizzare le migliori trasformazioni possibili del territorio nel rispetto di concorrenza e libera partecipazione.
Se in questo caso l’obiettivo era di recepire visioni strategiche attraverso il dibattito dal basso e la condivisione, non sarebbe stato più facile e proficuo indire una consultazione popolare aperta non solo ad architetti e ingegneri ma anche a tutti i professionisti intellettuali, ai creativi e soprattutto ai cittadini e alle Associazioni che ben conoscono i problemi e le reali necessità del territorio? Perché dunque non promuovere - siamo sicuramente ancora in tempo - una innovativa campagna d’ascolto e utilizzare il montepremi del concorso di fantasia per offrire un vero incarico a dei giovani facilitatori locali (architetti, ingegneri, urbanisti, paesaggisti, sociologi, economisti, amministrativisti..), per elaborare un documento preliminare al Piano con la sintesi dei contributi collettivi che, in aggiunta alle strategie dell’Amministrazione, consentirebbe di lanciare dei veri concorsi internazionali per l’assegnazione di opere simbolo e del prestigioso incarico per redigere il nuovo PUC del Comune di Baronissi?
Pubblicato originariamente su Progetti e Concorsi de IlSole24Ore, 20-25 giugno 2011



