Luigi Centola
Architetto
03.10.09
Salerno: Architettura, Economia, Territorio
Con lo slogan «Salerno Città Europea» il sindaco Vincenzo De Luca esprime l’evoluzione di una città media, la 27a d’Italia e la 9a del Mezzogiorno per abitanti. Salerno conta circa 156mila residenti, con un Prg modulato su 180mila da raggiungere in 20-25 anni. La cura urbanistico-economica per lo sviluppo, sintetizzata dal sindaco nell’intervista a «Progetti e Concorsi» (n.30/2009), fulcro della sua lunga attività politica, è limpida e articolata e verrà presentata ai cittadini nei prossimi mesi, attraverso un ciclo di incontri pubblici con i
progettisti.
Nei primi due mandati (1993-2001) De Luca, ispirato da Oriol Bohigas, senza aspettare l’approvazione del Prg, definisce le Aree puntuali di attuazione urbanistica (Aapu) e lancia la prima stagione di concorsi internazionali per gli edifici pubblici che ne nobilitano la trasformazione: centro storico, cittadella giudiziaria, stazione marittima, palazzo dello sport. Contemporaneamente, per sopperire alla prevedibile lentezza del Prg e delle grandi opere, il sindaco realizza innumerevoli interventi di riqualificazione urbana (strade, piazze, parcheggi, aree verdi, rotatorie, fontane, marciapiedi, illuminazione) che rendono evidente nei quartieri, soprattutto della periferia, il suo programma di «Qualità diffusa». I critici potranno obiettare la scarsa qualità progettuale di taluni interventi in house che hanno tuttavia il merito di aver offerto spazi pubblici, luoghi di aggregazione e maggiore sicurezza. Con la manutenzione urbana De Luca riesce a mantenere una presenza attiva e costante sul territorio a fianco dei cittadini mentre si compie il lento iter delle procedure urbanistiche e dei cantieri.
Nel terzo e attuale mandato (iniziato nel 2006), De Luca prosegue con la strategia delle «Grandi trasformazioni», lanciando la seconda stagione dei «Concorsi internazionali» per le sistemazioni urbane di porta ovest, porta est e dei 12 km del waterfront. Unico incidente di percorso la scelta di una gara, aggiudicata a Bofill, per la riconfigurazione di piazza della Libertà e piazza della Concordia. L’eclettico progettista spagnolo presenta dapprima un ennesimo “crescent” post-moderno, che vanifica quanto di eccellente ha fatto l’amministrazione liberando l’obsoleta area industriale portuale, e poi una iper-modernista “vela” in vetro che ricalca un edificio già realizzato a Barcellona. Due opere né innovative né originali, che la procedura di gara, purtroppo, legittima.
Nel 2009 insieme alle consuete opere di manutenzione De Luca presenta il bando per un lungimirante «Piano Casa» con oltre 2.000 alloggi sociali del valore di 500 milioni, mentre dopo l’approvazione del Puc, i privati possono finalmente intervenire per completare la città consolidata. Molti interessanti piani urbanistici attuativi (Pua) sono in via di sviluppo e approvazione, i più noti sono firmati da Nouvel, Fuksas e da imprenditori e professionisti salernitani. Contemporaneamente il sindaco promuove due eccellenti collaborazioni tra privati e archistar: il “battello” commerciale del Marina di Arechi che Calatrava posiziona nel canale, liberando gli spazi pubblici del lungomare, e il “polipo” per grandi eventi e concerti di Perrault, che trasforma una cava dismessa in uno spazio vitale. Sono queste le opere che, insieme all’“ostrica” di Hadid per la stazione marittima, definiranno Salerno nell’immaginario collettivo.
Tra i meritati apprezzamenti verso il cammino europeo un suggerimento. Da quando Bohigas ha completato il suo incarico manca un coordinamento (urbanisti, architetti, critici) che avrebbe sicuramente evitato la gara con il conseguente affaire “NoCrescent”, sviluppato il magnifico progetto di Sejima per il centro storico e, soprattutto, suggerito una linea diffusa di concorsi, sia per le opere di riqualificazione urbana più delicate che per il piano di social housing. Non è possibile ignorare il recente esempio di Madrid dove Chipperfield, Morphosis, Mvrdv e Foa hanno lasciato segni di qualità e di vivibilità nell’estrema periferia, divenuti immediatamente simboli per quel circuito di turismo culturale a cui Salerno ambisce. Non
è vero, come si legge nel virgolettato di una dichiarazione genericamente attribuita da «Progetti e Concorsi» all’Ufficio tecnico, che applicando le procedure concorsuali le opere, in questo caso le residenze sociali, costino di più. Anzi, se ben programmati e gestiti, i concorsi di progettazione accorciano l’iter progettuale, velocizzano le approvazioni e lasciano ai cittadini le migliori architetture possibili.
Da Progetti e Concorsi - Il Sole 24 Ore. n°37 2009
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